Tenuta Pozzi | LA STORIA DI NONNA MAURA (II PARTE)
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LA STORIA DI NONNA MAURA (II PARTE)

Era trascorso l’inverno, anzi era primavera inoltrata, ed il piccolo Leandro non faceva che pensare alla sua cara nonna Maura al lavoro nella fattoria sul monte Pleurotus.

Con fare sapiente continuava a dire alla mamma Erica, ma perché non torniamo a trovare la nonna?

Ed Erica, “non ora, adesso non è il momento, abbiamo troppo lavoro da sbrigare!”.

Era un continuo tormento ,Leandro non stava nella pelle di rivedere la nonna ed il monte Pleurotus, finchè dietro le sue insistenze mamma Erica cedette ed acconsentì che Leandro potesse recarsi dalla nonna Maura durante il periodo estivo.

Finalmente il grande giorno, era il 3 di luglio, il piccolo Leandro accompagnato dalla mamma giunse dopo un lungo viaggio alla fattoria della nonna Maura. La nonna piacevolmente sorpresa del suo piccolo ospite invitò la figlia Erica a trattenersi per qualche giorno. Erica però preferì ritornare per le impellenti incombenze di lavoro lasciando il suo piccolo Leandro in ottime mani.

Leandro e Maura erano felicissimi di stare insieme , per Maura era l’occasione di potere infondere amore per la natura ed il lavoro dei campi nel piccolo Leandro. E naturalmente il piccolo Leandro non aspettava altro!

Le giornate trascorrevano velocemente, Leandro manifestava la sua curiosità in continuo , era assetato di sapere, e la nonna era sempre pronta lì a spiegargli ed a rispondere alle sue domande.

Con grande soddisfazione Leandro apprendeva tantissimo anche del lavoro di conservazione di frutta e verdura che la nonna svolgeva quotidianamente. In particolare era affascinato dai funghi che la nonna lavorava sapientemente e con tanto amore ogni giorno.

Per Lei era una bella fatica perché tutti i santi giorni domenica compresa arrivavano alla fattoria funghi freschi dalla tenuta di El Colombre.

Erano sempre belli quei funghi, freschi, carnosi, e di profumo particolarmente intenso.

La nonna sapientemente le lavava uno ad uno dopo averli puliti, e poi via a sbollentare, miscelare con altri preziosi ingredienti che spesso provenivano dalla stessa azienda di El Colombre.

Era un lavoro veramente faticoso, con i barattoli da sterilizzare, etichettare, inscatolare ; veramente tanta fatica, parzialmente alleviata dall’aiuto del piccolo Leandro.

Nona Maura era orgogliosa dell’impegno di Leandro, ma spesso il suo viso si intristiva quando pensava che quello poteva essere visto come uno sfruttamento minorile a maggior ragione che sulle confezioni dei funghi c’era scritto che “i prodotti vengono realizzati senza sfruttamento dei lavoratori”.

La nonna era a disagio per questo fatto e non se ne dava pace; Leandro non capiva questo stato d’animo della nonna ed anzi pensando di farle piacere gli chiedeva se poteva fare di piu’. Ci sono altri vasetti da lavare nonna ? ti lavo altri funghi nonna? E così di seguito.

Il tempo trascorreva incessante , i funghi arrivavano in continuo, copiosi come non mai ma la nonna un bel giorno si trovò in seria difficoltà. Una mattina chiamò: “Leandro, Leandro, vieni ! presto!” Il piccolo si precipitò dalla nonna; “cosa c’è nonna?”, ho un forte mal di schiena, non riesco ad alzarmi dal letto , siamo nei guai disse! Non abbiamo ancora completato la trasformazione dei funghi e domani arriverà il camion di El Colombre per il ritiro. Come faremo?

Leandro disse: “non preoccuparti nonna, ci penso io, tu pensa a riposarti!”

La nonna non potè che acconsentire con il barlume di forze che aveva, il mal di schiena era tale che non poteva fare altro.

Fu così che Leandro forte della esperienza fatta nelle trascorse settimane , mise in pratica i segreti della nonna riuscendo a svolgere tutto il lavoro della giornata.

La nonna rimase molto soddisfatta ed incredula di quanto lavoro aveva svolto il piccino. La prima cosa che fece fu quella di telefonare alla figlia Erica che sentito dell’accaduto rimase completamente sbalordita.

Erica capì che il suo piccolo Leandro non era poi così tanto piccolo e che la convivenza con la nonna sarebbe stata molto formativa.

Il tempo passava, passava e purtroppo velocemente al punto che l’estate volse al termine, per Leandro era il momento di ritornare a casa ed in una tiepida giornata di settembre Mamma Erica venne a prenderlo.

Il momento del congedo dalla nonna fu straziante ma carico di promesse e di amore. I due si lasciarono con un arrivederci per Natale disse la Nonna, e Leandro con fare deciso: “ma certo nonna , però per quest’anno non ti farò fare la befana se mi prometti che la prossima estate potrò venire al lavorare in fattoria per aiutarti.

E la nonna ripose: “ma certamente , sono solo contenta , ma non è che questo è sfruttamento di piccini ed anziani? Sai Leandro, nella etichetta dei funghi della ditta El Colombre c’è scritto che i prodotti sono realizzati senza lo sfruttamento dei lavoratori, ma tu sei piccino, ed io sono una povera vecchina, con le mani rattrappite dall’artrosi!” ed il piccolo Leandro ribattè: “ma nonna , non ti preoccupare l’importante è che noi ci divertiamo e stiamo insieme e poi , se non se ne accorge il Sig. El Colombre va tutto bene, se no gli facciamo cambiare le etichette sui barattoli dei funghi”.

La nonna Maura e la mamma Erica si abbandonarono ad una fragorosa risata abbracciandosi luna con l’altra.

 

 

Autore: Balto